Svuotatasche della memoria

Svuotatasche della memoria

Svuotatasche della memoria. Acrilico e curcuma su cartapesta.

E’ una di quelle volte in cui la foto non rende. Nella realtà l’oggetto è grazioso. Imperfetto sì, ma grazioso.

Mi faccio perdonare con una canzone della tradizione popolare contadina, canzone che mi tocca sempre una corda del cuore. Mi fa ripensare a quand’ero bambina, quando con mia madre andavamo ad aiutare la nostra vicina di casa ad infilare il tabacco. Era sgradevole sentire le mani appiccicaticce ché le foglie di tabacco rilasciano una sostanza nerastra che ti si appiccica tutta alle dita e anche l’odore era acre, penetrante ma era bello sentirsi parte di un grande rito che da lì a poco sarebbe scomparso del tutto e che rimane però ancora nella memoria. Io non dimentico da dove vengo e tutto quel grande futuro che tra una foglia e l’altra ci immaginavamo. Potevamo immaginarcelo un futuro, allora.

Solo per te la mia canzone vola …

Domenica scorsa ero convinta che fosse la festa della mamma. Sono arrivata a casa della genitrice col paniere pieno di tutto quello che ci serviva per il pranzo, pranzo a base di mare. E ancora col paniere in mano le ho dato un bacio sulla guancia facendole gli auguri, auguri che lei ha accettato volentieri, tanto più graditi in quanto accompagnati da un breve bacio. Quanti pochi baci ci siamo dati nella vita, noi che … manifestare i sentimenti è cosa da melensi! Non è roba per noi. Immaginate il disappunto quando di sera ho capito che avevo agito un po’ in anticipo! Cosa che implica un secondo bacio domani??? Dobbiamo forse recuperare il tempo perduto? Mah … domani è un altro giorno e si vedrà. L’altra volta le ho portato il pranzo, ma domani al pranzo ci pensano le sorelle. E cosa le porto e cosa non le porto, considerato che qui un fioraio neanche a parlarne, ho abbandonato l’idea dell’azalea che lei ama tanto e ho pensato alla cartapesta. E qui sto, lavorando alla mia ultima creazione. Adesso è un momento di pausa. Sto aspettando che asciughi prima di potere lavorare sul suo lato opposto.

Adesso metto in pausa il post ché vedo di terminare il capolavoro.

E questo è quanto. Nel mentre che caricavo le foto pensavo che a mia mamma domani io la coppa non gliela dò. Che se ne farebbe di una coppa di carta che pesa poco più di una piuma? Non è donna che ama gli oggetti inutili, a differenza di me. Le regalerò l’ombrello di Klimt che non è che sia granchè utile ma mi sa che un quadro lo apprezza un minimo di più. Ci scommetto la testa che si attiva subito per farsi fare una cornice, però. Perchè un quadro senza cornice …

This bottle is not a bottle …

… qualcuno direbbe.

Svirgola's Message in a bottle

Svirgola’s Message in a bottle

Stai vivendo una sorta di deja vu? No, non si tratta di deja vu:

Svirgola's Trova le differenze

Svirgola’s Trova le differenze

I fichi d’India, una delle pietre più belle della mia serie sarda, sono stati imbottigliati e, secondo me, è una strana consonanza che proprio oggi io abbia riaperto la serie. 😉

Di tanto equilibrio …

… instabile. Oggi mi è scoppiata una bomba nel cervello. Si è trattato di un equivoco sul lavoro ma ho rischiato l’esplosione e l’implosione, una deflagrazione che non sarebbe stata senza conseguenze. Fortunatamente ho sempre uno sparring partner anche nella vita lavorativa e una collega, in qualità di aiutante soccorritrice mi ha aiutato a non fare scoppiare una guerra, che avrei perso senz’altro perchè, pur avendo ragione da vendere, il livello di furia era talmente alto che ho rischiato di perdere la lucidità. Una cosa ho capito: il mio equilibrio in questi giorni è molto instabile. Sono stanca. Molto. E domani  5 di maggio mi ritoccano i colloqui con i genitori. Comincio a fare training autogeno e a lavorare sulla respirazione già da oggi, ché le energie che mi occorrono per domani sono davvero tante. Ieri abbiamo messo il punto alla “formazione” che tanto ci ha impegnato quest’anno. Non l’avevo presa bene questa storia della formazione, è stato impegnativo e faticoso per me “formarmi” in questi mesi, ma ho finito per affezionarmi seriamente alla formatrice e quasi quasi mi è anche dispiaciuto un po’ mettere questo punto. E’ stata una bella occasione per riflettere su tante cose di “scuola”. Nel frattempo qui è arrivata l’estate. Il mare in alcuni giorni è di una bellezza straordinaria. Io lo guardo sempre “da lontano”, tornando da scuola, e mi riprometto di andare a fare una di quelle belle passeggiate che facevo quando non sapevo che il sole mi era nemico.  Uno di questi giorni, magari oggi perchè no? sul tardi quando il sole è meno caldo, vado a guardarmelo un po’ più da vicino perchè mi manca, come mi manchi tu che forse passi ogni tanto da qui in questi giorni sotto mentite spoglie o spoglie fittizie. 🙂

Pi-cassate

Oggi ho fatto la mia brava Pi-cassata. Come alibi e a mia parziale discolpa per il misfatto commesso ho lo smaltimento della sbornia di ieri (pranzo di famiglia: come si fa a restare lucidi!!!) e l’acidità che mi sta frantumando lo stomaco e una buona dose di tristezza cui ho accennato nel post precedente.

Pi-cassata

Svirgola’s Pi-cassata

Lunaspina

Quando mi sento giù, e capita ogni tanto, quando mi sento soverchiata dalla tristezza, dalla nostalgia, dalla mancanza e sovente succede, quando non capisco ragioni e non vedo rimedi, mi faccio un bagno di Fossati e così è stamattina. Vi posto l’ultima canzone, quella che sto ascoltando ora e che è una delle sue che preferisco:

 

Nel video si vedono delle scene tratte da “Il cuore altrove”, bel film di Pupi Avati con una magnifica parte di Neri Marcorè.